Rispondere al mandato del Papa e alle esigenze delle Chiese locali. Inaugurato l’Anno Accademico del Giovanni Paolo II.

COMUNICATO STAMPA. Molti progetti, ampliamento della sede, ma soprattutto rispondere al mandato del Papa e alle esigenze delle Chiese locali. Inaugurato l’Anno Accademico del Giovanni Paolo II.

 

Città del Vaticano, 5 novembre 2018.- In «buona salute» per quantità e qualità di studenti, per le iniziative avviate, e impegnato a «coltivare uno stile autenticamente ecclesiale» in una «congiuntura difficile». È la «fotografia» del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia come emerge dall’inaugurazione dell’Anno Accademico, svoltasi stamattina nell’Auditorium dell’Istituto in Piazza San Giovanni in Laterano (Roma), alla presenza del Gran Cancelliere mons. Vincenzo Paglia – anche Presidente della Pontificia Accademia per la Vita –, del Preside mons. Pierangelo Sequeri e arricchita da una prolusione del prof. mons. Piero Coda.

Mons. Paglia ha ribadito le finalità dell’Istituto ed il mandato consegnato da Papa Francesco di «allargare la nostra riflessione sul versante teorico nel dialogare con tutte le scienze che riguardano i grandi temi del matrimonio, della famiglia e del patto originario tra uomo e donna relativo alla generazione, ed assieme consolidare e ampliare la rete di collaborazione con altri istituti e diocesi che manifestano interesse per una riflessione organica su tali temi per la costruzione della convivenza umana. Molti vescovi che hanno partecipato al Sinodo mi hanno avvicinato chiedendomi di esplorare dei modi di collaborazione o di immaginare degli accordi per portare avanti dei progetti condivisi, compresi i due vescovi cinesi, la cui presenza ha segnato un passaggio storico nella vita della Chiesa. Il Papa – che mi ha invitato a salutare tutti voi che partecipate a questo evento – mi ha confermato la sua speranza perché il nostro Istituto compia con rinnovato vigore quella missione che ha ricevuto dal suo predecessore san Giovanni Paolo II perché possiamo attraverso il magistero della Chiesa percorrere con più audacia le rotte nel grande mare di questo mondo».
 Mons. Sequeri nella sua relazione ha parlato di un «dinamismo» sostanziatosi lo scorso anno nella costituzione della Cattedra Gaudium et Spes che ha avviato già diverse iniziative di dibattito e studio. Ha annunciato l’ampliamento della sede, «l’apertura di un’Area internazionale di Ricerca nell’ambito dell’antropologia culturale (e delle scienze umane in generale)» per qualificare l’attività accademica; ha valutato positivamente i «seminari congiunti, in collaborazione con la Facoltà di psicologia dell’Università Gregoriana, sui risvolti interdisciplinari e pratici del trattamento degli abusi infantili» ipotizzando «una soddisfacente prosecuzione di iniziative analoghe, su altri temi di confine». Tra le altre iniziative mons. Sequeri ha citato la «progettazione di un Osservatorio internazionale sulla famiglia» e «l’erogazione di Corsi on-line, a diffusione internazionale, su temi di speciale interesse legato all’attualità: sia in funzione di una più agile comunicazione del nostro impegno di aggiornamento e divulgazione sui temi della ricerca e della formazione che impegnano l’Istituto, sia in vista di una più agevole condivisione e di comunione fra le diverse sezioni e connessioni internazionali» grazie alla collaborazione e al sostegno dell’Università Cattolica san Antonio di Murcia. Un impegno – ha notato ancora mons. Sequeri – in linea con «la crescente domanda ecclesiale di approfondimento e di ampliamento della qualità pastorale della teologia – e complessivamente del sapere – che si dispone a produrre la migliore intelligenza della fede che deve essere resa disponibile per la testimonianza cristiana». Inoltre il Giovanni Paolo II non vuole e non può ignorare «la congiuntura difficile nella quale la fedeltà della Chiesa e la fedeltà alla Chiesa vengono messe alla prova del peccato degli uomini e delle resistenze alla grazia». Proprio in questo momento «la nostra serena adesione alla forma cattolica ci chiede anche una speciale cura allo stile» e ci «ispira un pensiero e una prassi in controtendenza con gli spiriti del risentimento e della contesa», per testimoniare la verità dell’amore.
 Nella Prolusione sul tema «Matrimonio e sintassi trinitaria del linguaggio antropologico», mons. Piero Coda ha sottolineato lo stretto legame – da riscoprire – tra Trinità, generazione e sponsalità. Infatti «nel Vangelo del matrimonio e della famiglia s’intrecciano senza più possibilità d’essere l’una dall’altra svincolate, l’esperienza e l’intelligenza cristiana di Dio con l’esperienza e l’intelligenza cristiana dell’uomo e della donna nel cammino della loro relazione sponsale e generativa». Il «Vangelo della Famiglia» e della relazione uomo-donna, nell’annuncio di salvezza portato da Cristo attraverso il ruolo centrale di Maria, segue una linea coerente dal Vaticano II al Magistero, mostrando come il linguaggio della «generazione trinitaria» e la «sponsalità» siano strettamente intrecciati. «I Tre, nella Trinità, sono uno non benché siano distinti ma proprio in quanto sono distinti. È questa, in definitiva, la sintassi trinitaria dell’amore: dove si è uno essendo l’uno per con e nell’altro in quel “terzo” che è, insieme, condizione e frutto della reciprocità reciprocante». «La relazione tra uomo e donna è il piunto di contatto tra teologia e antropologia» in quanto «il rapporto tra Padre e Figlio attraverso lo Spirito Santo, nell’incarnazione di Cristo e nel ruolo centrale di Maria, arricchiscono reciprocamente teologia e antropologia». Infatti «in Dio, il maschile e il femminile non sono dimessi, ma esprimono e realizzano – e proprio nella loro reciprocità – il disegno di bellezza, gioia e fecondità che son chiamati a incarnare nel tempo dal Creatore. Nell’integralità del loro essere: fatto di anima e corpo, intelligenza e affetto, desiderio e comunicazione».

 

I numeri del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia nell’Anno Accademico appena trascorso: 466 studenti da 55 paesi nella Sede centrale e in tutto 3676 studenti contando le Sezioni e Centri associati. Nello scorso Anno Accademico sono stati conseguiti: 13 Dottorati, 27 Licenze, 13 Master in Scienze del Matrimonio e della Famiglia, 37 Master in Fertilità e Sessualità coniugale.

 

Ufficio stampa – Fabrizio Mastrofini