Pontificio Istituto Giovanni Paolo II
Area Internazionale di Ricerca in Teologia Morale
L. Melina - J. Noriega - J.J. Pérez-Soba, Camminare nella luce dell'amore. I fondamenti della morale cristiana, Cantagalli, Siena 2008.
J.J. Pérez-Soba - M. Magdic, L'amore principio di vita sociale. "Caritas aedificat", Cantagalli, Siena 2011.
X Colloquio di Teologia Morale
(Roma, 20-21 novembre 2009)
L'azione, fonte di novità: Teoria dell'azione e compimento della persona. Ermeneutiche a confronto
IX Colloquio di Teologia Morale
(Roma, 21-22 novembre 2008)
Come insegnare teologia morale? Prospettive di rinnovamento nelle recenti proposte di esposizione sistematica
VIII Colloquio di Teologia Morale
(Roma, 23-24 Novembre, 2007)
Il logos dell’agape: amore e ragione come principi dell’agire
Il Colloquio metteva a tema il rinnovamento dell’insegnamento della Teologia Morale alla luce del Concilio Vaticano II e delle encicliche Veritatis splendor e Deus caritas est. In questa luce sono emerse tre prospettive da verificare, secondo una scansione trinitaria: il riferimento al fondamento, il costituirsi dinamico del soggetto e la sua realizzazione nell’agire alla luce dell’amore:
1. La rilevanza della vocazione in Cristo per la sistematizzazione della teologia morale.
2. L’originalità della ragione pratica, strutturata dalla legge naturale, data dal Padre nell’atto creativo.
3. Il dinamismo teologico dell’azione sostenuto dallo Spirito Santo.
Sono stati invitati a confrontarsi teologi moralisti che negli ultimi anni hanno prodotto proposte di esposizione sistematica, per un chiarimento sulle prospettive in vista dell’insegnamento morale.
Il Colloquio tentava di esplorare la fecondità dell’amore come fondamento della morale. In questo modo si proponeva di indicare linee per il superamento sia del razionalismo (che esclude l’amore dalla dinamica morale) che dell’emotivismo (che preclude l’amore ad ogni comprensione razionale). La proposta del Colloquio intendeva così approfondire le radici dell’esperienza cristiana, alla luce dell’Evento nel quale il logos si manifesta come agape, diventando principio di un agire nuovo.
“All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva (...) Siccome Dio ci ha amati per primo, l’amore adesso non è più solo un comandamento, ma è la risposta al dono dell’amore col quale Dio ci viene incontro” (Deus Caritas est, n. 1).
VII Colloquio di Teologia Morale
(Roma, 10-11 novembre 2006)
Il Cammino della Vita: l’Educazione, una Sfida per la Morale
© The Trustees of the British Museum
La tematica dell’educazione è essenziale per una prospettiva di morale di prima persona. Assumere il punto di vista del soggetto e del dinamismo dell’agire nella sua prospettiva costruttiva implica farsi carico dei fattori che connotano l’educazione morale, in particolare di tre elementi, oggetto di riflessione nel Colloquio:
1. La vita morale implica la temporalità. È nel tempo che i fattori costitutivi del soggetto sono chiamati ad integrarsi ed unificarsi nella produzione di azioni umane, che siano realmente adeguate alla sua vocazione ultima. In questo senso il tema della temporalità è sempre collegato con quello del senso della vita, cioè della verità dell’amore, che permea e unifica tutta l’esistenza.
2. Implica il rapporto con una guida, e quindi il tema dell’intersoggettività, dell’alterità e di una comunità che costituisca un punto di riferimento sul cammino di educazione morale.
3. Comporta la considerazione della fragilità costitutiva del soggetto, della possibilità di peccare, di venir meno all’ideale e allo stesso tempo la capacità di recuperarsi.
II Congresso Internazionale di Teologia Morale
(Roma17-19 novembre 2005)
"Lo splendore della Vita: vangelo, scienza ed etica" - Prospettive della Bioetica a dieci anni da Evangelium Vitae
La questione della vita è al cuore della bioetica. Eppure viene facilmente trascurata. L’urgenza di stabilire criteri etici per regolare la scienza medica ha portato spesso la bioetica ad omettere una riflessione epistemologica, escludendo la prospettiva teologica e configurandosi secondo modalità casistiche. Così l’etica risulta estrinsecamente imposta alla vita di cui vuol parlare.
A dieci anni dell’enciclica Evangelium vitae, il Congresso intende percorrere tre piste particolarmente significative del documento:
1. L'antropologia del documento e la sua capacità di integrare, nella prospettiva etica, il contributo delle scienze umane e della Rivelazione sul tema “vita”
2. L’originalità della razionalità pratica nell’agire biomedico
3. La fecondità della cultura della vita per il bene comune della società
L'uomo è chiamato a trascendere se stesso mediante l'agire, fino a diventare padre di se stesso. È chiamato a diventare più grande di quanto è, ed è proprio mediante l'agire che diviene pienamente se stesso. L'azione introduce così una fonte di novità nell'esistenza, rendendo possibile il compimento della persona. Qual è allora il rapporto tra l'azione e la persona? Tra le due esiste un legame non soltanto per il fatto che l'agire trova nella natura della persona il suo fondamento, ma anche perché l'azione comporta una pienezza nuova non riducibile alla natura, benché resa possibile dalla natura. Ecco allora una seconda grande domanda: in che modo Dio entra nell'agire umano, favorendo una novità del tutto singolare che permette il compiersi ultimo della persona?
VI Colloquio di Teologia Morale
(Roma, 12-13 Novembre 2004)
Limiti alla responsabilità? Amore e Giustizia
Come concepire il rapporto tra giustizia e amore? La loro contrapposizione ha dato origine a due figure rivali di etica. Se da un lato non può esserci giustizia senza amore, d’altro canto, come potrebbe una morale fondata sull’amore dispensarsi da una riflessione sulla giustizia? Si innesta qui anche la questione sul carattere necessariamente limitato della responsabilità morale: l’ordine dell’amore definisce lo spazio della giustizia.
Ecco dunque le articolazioni fondamentali della problematica:
1. L’interpersonalità come contesto della responsabilità etica
2. Il tema degli affetti e/o del rispetto in riferimento alla universalità
3. Lo spazio della giustizia in una morale dell’amore
Gli atti sono stati pubblicati presso la LUP, Roma.
I Congresso Internazionale di Teologia Morale
(Roma, 20-22 novembre 2003)
"Camminare nella Luce" - Dieci anni da Veritatis Splendor
Il Congresso si propone di mettere a fuoco le prospettive per la comprensione dell’agire umano, che l’enciclica Veritatis splendor ha suggerito, vedendone la fecondità nel dibattito morale odierno.
Sono diversi i raggi di luce che il documento magisteriale offre:
1. il nesso tra grazia e morale, che chiarisce la dimensione propriamente teologica dell’agire cristiano;
2. il dinamismo della razionalità pratica nella sua specificità morale, che coinvolge anche la libertà e la soggettività umana attraverso le virtù;
3. la mediazione dei molteplici “beni per la persona”, intrinsecamente connessi al “bene della persona”;
4. la dimensione ecclesiale della morale.
Gli atti sono stati pubblicati presso la LUP, Roma.
V Colloquio di Teologia Morale
(Roma, 15-16 novembre 2002)
La sequela Christi. Dimensione morale e spirituale dell'esperienza cristiana
Il Colloquio aveva come compito di riflettere sull'intima correlazione tra le due dimensione dell'esperienza cristiana, cioè quella morale e quella spirituale, qualificando entrambe mediante l'originario riferimento dell'umana libertà a Cristo.
Gli atti sono stati pubblicati presso la LUP, Roma.
IV Colloquio di Teologia Morale
(Roma, 16-17 novembre 2001)
Il bene e la persona nell'agire
Nello sforzo di chiarificazione dei fondamenti della morale cristiana uno dei punti decisivi è costituito dal nesso tra persona e natura. Il colloquio ha tentato di analizzare la relazione tra "il bene della persona" e "i beni della persona" nella dinamica dell'agire.
III Colloquio di Teologia Morale
(Roma, 24-25 novembre 2000)
Verità e libertà nella Teologia Morale
Seguendo le indicazioni di Veritatis splendor, nn. 4.86-87 e Fides et ratio, nn. 15. 90 il III colloquio ha tentato di analizzare e superare la separazione tra verità e libertà, nella visione propria dell'agire umano. Gli Atti di questo Colloquio sono pubblicati presso PUL-Mursia, a cura di L. Melina- J. Larrù.
II Colloquio di Teologia Morale
(Roma, 19-20 novembre 1999)
Quale dimora per l'agire?
In continuità con il precedente e seguendo la stessa modalità di lavoro, si è cercato di riflettere sui fattori fondamentali e decisivi per l’agire, che costituiscono la sua dimora (cf. Veritatis splendor, n. 119). Gli atti sono stati pubblicati nel volume: L. Melina – P. Zanor, Quale dimora per l’agire? Dimensioni ecclesiologiche della morale, PUL-Mursia 2000.
I Colloquio di Teologia Morale
(13-14 novembre 1998)
Domanda sul bene e domanda su Dio
Incentrando la discussione sul rapporto tra fede e morale, il primo colloquio ha cercato di superarne la separazione e la giustapposizione, denunciate come esiziali da Veritatis splendor, n. 4, nell’orizzonte del dinamismo dell’azione. La modalità di lavoro è stata quella di un colloquio e non di un congresso o convegno: si è cercato di entrare in un vero dialogo reciproco, realizzando uno scambio serio, nella ricerca della verità.
Gli atti sono pubblicati nel volume L. Melina - J. Noriega, Domanda sul bene e domanda su Dio, PUL-Mursia 1999.
Video interviste con alcuni relatori dei nostri Colloqui
XI Coloquio di Teologia Morale
(Roma, 19-20 novembre 2010)
"Caritas aedificat" (1Cor 8,1). L'amore come principio di vita sociale
L'XI Colloquio dell'Area Internazionale di Ricerca in Teologia Morale intende accogliere il richiamo della Chiesa a vedere nella carità un principio di vita sociale e non solo individuale. In effetti, esiste un'intima unità della razionalità pratica nell'ambito privato e in quello pubblico che si basa sulla relazione dinamica tra l'amore e la ragione.
Si può vedere che l'amore è un principio ragionevole di azione sociale quando se ne superi la riduzione sentimentale ed emotivistica, guardando alla sua profondità ontologica, che è fondata su un amore originario.
Queste tematiche vengono articolate secondo tre piste fondamentali:
1. la questione epistemologica, che si confronterà con le ermeneutiche riduttive dell'esperienza amorosa e cercherà infine di esplorare adeguatamente l'amore come principio di conoscenza;
2. la tematica del bene comune, che mostra la dimensione sociale dell'amore;
3. infine il confronto con la sfida di una teoria dell'agire economico e politico fondato sull'amore.