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  Tesi e Questioni circa lo statuto della Teologia Morale fondamentale

Livio Melina - Juan Pérez-Soba - José Noriega

Vengono proposte alcune tesi e questioni concernenti l'impostazione fondamentale della teologia morale, in relazione alle problematiche dell'attuale discussione e, soprattutto, alle indicazioni presenti nell'Enciclica Veritatis splendor, quali piste di ricerca da approfondire ulteriormente.
Il n. 4 del documento pontificio rileva due radici della crisi della teologia morale post-conciliare, che hanno portato alla messa in discussione globale e sistematica del patrimonio morale della dottrina cattolica: la rottura del nesso tra libertà e verità (livello filosofico: tesi 2, 3, e 4) e la rottura del nesso tra fede e morale (livello teologico: tesi 5 e 6).
Il fondamento unitario che può rispondere ad ambedue i livelli del problema si trova nella proposta essenziale dell'Enciclica: lo specifico della morale cristiana è seguire Cristo (VS 19). La sequela ha inizio nell'incontro con Cristo (VS 7-8); essa costituisce la base di tutta la morale cristiana (tesi 1).
Tale nuova impostazione è una vera risposta alla crisi della teologia morale postconciliare che, da un punto di vista “tecnico”, è anche la crisi estrema della manualistica e della sua metodologia. In quest'ultima taluni problemi erano celati nel dibattito meramente casistico e rimanevano nascosti nei loro aspetti fondamentali. Sono invece esplosi nel contesto nuovo della secolarizzazione e del pluralismo etico, che chiedeva una più coerente fondazione della norma. Le teorie proporzionaliste sono le eredi legittime delle insufficienti impostazioni della tradizione manualistica. Le due principali carenze possono essere descritte come “legalismo” sul piano filosofico e come “estrinsecismo” su quello teologico. Entrambe sono frutto di un volontarismo che, dimenticando la prospettiva fondamentale dell'amore, ha visto la legge come mera espressione di una volontà superiore sui singoli atti, e di un razionalismo, che non è stato più capace di pensare l'originalità della verità morale.
Per ovviare a tali insufficienze, bisogna situarsi nella prospettiva del soggetto cristiano che agisce (VS 78), mettendo in rilievo tanto l'originalità dell'azione umana come il dinamismo umano-divino implicito nel suo svolgersi.


  1. L'esperienza morale cristiana nasce dall'incontro con Cristo e dalla chiamata a seguirlo
  2. Verso un'etica della vita buona, delle virtù e dell'agire eccellente
  3. Verso un'etica fondata sulla verità circa il bene
  4. Un'etica fondata sulla "natura della persona e dei suoi atti"
  5. Rilevanza salvifica dell'agire morale
  6. Fondamento cristologico della morale

 

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